Recensioni e premi

” … Luciana Pugliese è personaggio anomalo nel panorama della cultura friulana… un personaggio che si caratterizza per la varietà delle forme in cui sa esprimersi. Oltre a estrinsecare la sua creatività nella pittura e in varie arti decorative, si dedica infatti anche alla poesia, alla narrativa e alla traduzione letteraria dall’inglese e dal francese, sempre con risultati di tutto rispetto… ”

LICIO DAMIANI – scrittore, critico d’arte, giornalista.

———————–

“… Luciana Pugliese vive in Friuli da quarant’anni e la sua presenza nel nostro panorama culturale è tanto discreta quanto pregevole e generosa: la sua creatività trova espressione poliedrica nelle forme della poesia, della narrativa, della pittura e in quella così particolare e difficile della traduzione letteraria… Del Friuli ama soprattutto la montagna e ne ha fatto sfondo per molti dei suoi racconti fantastici, permeati di un senso di contemplazione panico tra proiezione e intuizione, e soggetto dei suoi dipinti di incantata bellezza…”

VITO SUTTO, docente, giornalista, critico d’arte (nel settimanale ‘Il Friuli’ del 19 maggio 2006).

——————-

“Un anno magico” – volume con un racconto per ogni mese dell’anno: 1° premio alla 2a edizione del concorso “Premio Friuli d’oro per la narrativa”

… L’autrice scrive in modo elegante e fluente… ha saputo impostare (questi racconti) in maniera originale, traducendo in chiave fantastica quel che Stephen King avrebbe poi fatto per l’horror… L’anno della Pugliese è veramente magico, grazie anche all’estrema varietà degli argomenti… non è l’azione che prevale, quanto piuttosto una pacata intromissione dell’anormale nella vita d’ogni giorno, un senso di speranza e di giustizia che si fa largo attraverso vie misteriose, un accentuato rispetto per l’altro (umano, vegetale o animale che sia)…

TULLIO BOLOGNA – nel n° 10 dell’anno II° della Rivista ‘L’altro Regno’, diretta da Gianfranco de Turris.

—————————-

“La lezione di tedesco” – racconto – 1° premio al XXXVI Premio letterario “Leone di Muggia”  (Pubblicato nel n° 29 di “Borgolauro”, rivista semestrale di storia lettere e arti della Fameia Muiesana e trasmesso come sceneggiato dalla RAI di Trieste)

… Nel racconto della Pugliese conta non tanto la sequenza degli avvenimenti … quanto piuttosto la figura della protagonista, che ha la funzione di io narrante e si impegna in una coraggiosa e talora impietosa analisi introspettiva. Il racconto è giocato soprattutto sull’interiorità: è questa che ne costituisce il centro o il nucleo essenziale … che ben si manifesta nello stile piano, attento, puntuale della narrazione o di quella specie di idillio, d’innamoramento, in cui essa consiste.

BRUNO MAYER, Presidente dell’Ente Università Popolare di Trieste.

————————

“Il mistero della borraccia rossa” (un racconto per dormire!) – pubblicato in proprio e dedicato alla comunità di Forni di sopra (UD)

… nella sua brevità, non può ovviamente sviluppare un intreccio complesso ma è nondimeno sapientemente strutturato … è a suo modo un’allegoria – ottimista – della vita intesa come trama magica nel senso proprio, ovvero di infinite connessioni di tutto col tutto. Ottimista, ma non fatalisticamente, comodamente ottimista: i personaggi di questo racconto sono sì agiti dal caso o dalla sorte, ma in qualche modo ne sono partecipi e concause, con i loro sentimenti, con le loro decisioni, anche con i piccoli sotterfugi … Misteri, i suoi racconti … ma con leggerezza, con grazia e con misura. La sua scrittura è limpida, scorrevole, e l’ambiente montano – come l’intimo dei personaggi – è descritto con intelligenza d’amore. Davvero questo è un racconto della buona notte: vi tiene svegli sino alla fine, e poi vi consegna al sonno sereni, convinti della bontà ultima del  mondo.

MARIO TURELLO – saggista – critico letterario – giornalista.

————————–

“Appuntamento in vetta” – 12 racconti raccolti nel volume pubblicato postumo nel 2015 da “L’orto della cultura”

…I racconti di Luciana Pugliese parlano di una montagna, reale ed immaginata nel contempo, in una dimensione etica. Conquistare una vetta significa conquistare un attimo di felicità riuscendo a vincerele paure della vita nella consapevolezza di dovere vincere altri timori: “la vetta è stretta e la giornata è breve – scrive l’autrice – e da lassù c’è solo la discesa che potrebbe anche essere rovinosa”. Così l’andare sui monti anche per facili sentieri diventa una metafora della vita: ci potrebbero essere sempre creature misteriose, le agane, pericoli reali come inciampare e cadere. Dunque misurarsi con la montagna diventa una palestra per confrontare le proprie forze e prepararsi alle minacce vere della vita, in un groviglio di attrazione e paura… Sullo sfondo le montagne della Carnia, abbandonate e disabitate dagli uomini, di cui rimane traccia negli stavoli diroccati e negli alti silenzi.

GABRIELLA BUCCO, docente, storica dell’arte, giornalista.

——————————-

“Straniero di notte” – racconto – 1° premio nel ‘Premio letterario nazionale’ Carnia-Savorgnan – 1989

pubblicato in  ‘Pensando montagne’ – Campanotto Editore Udine nel 1990 e incluso nella raccolta “Appuntamento in vetta” – Edizioni ‘L’orto della cultura’ – Pasian di Prato (UD).

—————————

“La mappa” – racconto – 1° premio al “Premio letterario di narrativa alla memoria di Giulio Bedeschi” indetto dal GISM-Gruppo Italiano Scrittori di Montagna” (presieduto da Spiro Dalla Porta Xydias), pubblicato nel volume “Montagna-Annuario GISM del 1995/96 e incluso nella raccolta di 12 racconti “Appuntamento in vetta”.

—————-

“La camera dei ricordi” – racconto – Premio speciale nel Concorso nazionale di narrativa “Voci di donne” promosso dalla Provincia di Savona: pubblicato nel volume “Il sorriso delle cose”, Savona 1998.

——————-

“Le voci dei miti” – raccolta di 50 poesie, finalista (su 896 partecipanti) del Premio letterario-editoriale indetto nel 2011 da Maremmi Editore-Firenze Libri di Scandicci (FI).

————————


Credits